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Il Testamento di Liebig PDF Stampa E-mail
Nel 1996 un socio del CTPB, un agricoltore biologico, Alfredo Anitori pubblica sulla rivista di AIAB  Bioagricultura, n. Maggio/Giugno un documento eccezionale per la cultura dell'agricoltura biologica italiana: " IL TESTAMENTO DI LIEBIG".

Questo il testo per la prima volta tradotto direttamente in italiano grazie ad Alfredo Anitori:

 
«Confesso volentieri che l’uso dei concimi chimici era basato su presupposti in realtà inesistenti. I concimi chimici avrebbero dovuto portare una completa rivoluzione nell’agricoltura,  il letame di stalla   sarebbero stato abbandonato e sostituito con i concimi chimici che avrebbero fornito tutte le sostanze minerali asportate dai raccolti. Si sarebbe potuta coltivare sempre la stessa pianta sullo stesso campo, fosse trifoglio o frumento od altro, senza discontinuità e senza che si esaurisse la fertilità del suolo, secondo i desideri ed i bisogni dell’agricoltore. Avevo peccato contro la saggezza del Creatore ed ho ricevuto la giusta punizione. Volevo portare un miglioramento alla sua opera e nella mia cecità ho creduto che, nel meraviglioso concatenamento delle leggi che uniscono la vita alla superficie della terra, continuamente rinnovandola, fosse stato dimenticato un anello, che io, povero verme impotente, avevo trovato."
 
Per anni il CTPB, soprattutto grazie alla tenacia di Alfredo, ha portato a giro il "testamento di Liebig", facendone un poster, parlandone in convegni ed incontri di diversi livelli, per introdurre il concetto del biologico, fino al suo apice, nel 2003, quando per il bicentenario della nascita di Liebig, sotto il patrocinio dell'enciclopedia Treccani, viene organizzato a Roma un convegno dai chimici italiani presieduto dal Prof. Giorgio Nebbia per commemorare il grande scienziato tedesco, uno dei padri della chimica organica, l'inventore dell'agricoltura chimica ( NPK ).

Anitori chiede al Prof. Nebbia di essere invitato al convegno per mostrare uno scritto di Liebig ignorato dalla cultura scientifica ufficiale e la cui autenticità' era stata verificata da un manoscritto originale di Liebig conservato nel caveau della biblioteca dell'università Justus von Liebig di Gissen, dove Liebig aveva insegnato.
Nella sala delle conferenze del palazzo del  enciclopedia  Anitori rende omaggio a nome di tutti gli agricoltori biologici a Liebig come padre putativo dell'agricoltura biologica, e legge il testamento fra lo stupore generale dei vertici della chimica italiana.

Non è solo una storia italiana, nel 1985 viene pubblicato in Germania "Es ist ja dies die Spitze meines Lebens. Naturgesetze im Landbau" di a cura di Wolfgang von Haller (ISBN 3-926104-23-6) dove si raccolgono gli scritti di Liebeg che sottolineano come Liebig insiste sull'importanza della materia organica nel terreno e sulla necessità di conservarne il contenuto di humus e anzi di arricchirlo mediante concimi organici, anticipando in questo molti dei principi della agricoltura biologica. Quindi anche in Germania hanno provato a diffondere i concetti di Liebig che poi raccolti hanno dato vita in Italia al "Testamento". Anche in America  William Jackson nel 1993 diffonde i concetti innovativi di Liebig, il suo "testamento", ma il risultato resta che noi agricoltori biologici siamo gli unici a diffonderne realmente i contenuti vista le reticenza degli scienziati che continuano a ricordare Liebig solo come il fondatore della chimica organica .
 
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