PIF FIliera Corta
Avviso Pubblico
Progetto Integrato di Filiera 2012
Filiera Corta "Toscano&Biologico"
 

venerdì 18 maggio in Borgo Santa Croce 6 a Firenze dalle 16,00 alle 19,00 presso la sede dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica
e
mercoledì 23 maggio 2012 alle ore 15 presso Autorità portuale di Marina di Carrara Viale Colombo n.6 54033 Marina di Carrara (MS)
 
incontro pubblico di presentazione per puntualizzare i vincoli del bando e le eventuali penali previste in caso di mancato raggiungimento degli obbiettivi, sono invitati a partecipare tutti i soggetti interessati, siano essi come eventuali partecipanti diretti o indiretti.
 

Progetto Integrato di Filiera 2012 Toscano & Biologico


Un “Magazzino diffuso” a supporto di una nuova rete per la vendita di prodotti biologici

Il progetto mira alla strutturazione di una nuova logistica per la vendita diretta e coinvolge tutte le aziende che hanno prodotto biologico aziendale trasformato, confezionato o comunque pronto per la vendita diretta.
Le difficoltà principali della vendita diretta per le nostre produzioni oggi si inquadrano su tre livelli:
1)    per la vendita nei propri spacci aziendali: difficoltà di visibilità, di promozione sul territorio e di completamento dell'offerta con prodotti di altre aziende con qualità paragonabile alla propria, certificati e di facile approvvigionamento
2)    per la fornitura ai negozi, alla ristorazione e agli agriturismi: frammentazione dell'offerta e della richiesta. Questi tipo di “clienti” non fanno magazzino e ordinano ridotte quantità di prodotto. Da qui la difficoltà di rispondere agli ordini per mancanza di una logistica efficace ed efficiente.
3)    per la fornitura a mense: la fornitura alle mense, da parte delle aziende, spesso soffre per la mancanza di aggregazione dell'offerta, per la difficoltà di parteciapre ai bandi, per la difficoltà di logistica.

Per questi motivi il PIF metterà in rete le aziende agricole che hanno un spaccio aziendale, o che hanno un prodotto biologico di qualità, permettendo ai sottoscrittori di utilizzare un sistema di logistica, di promozione, di organizzazione, di servizio e di aggregazione dell'offerta.


Il progetto fonderà i propri principi sull'etica oltre che sulla funzionalità economica e consentirà, con il criterio della “porta sempre aperta”, di aggregare sempre più aziende anche a progetto avviato, in modo da poter disporre di una vasta gamma di produzioni bio a breve distanza dal potenziale cliente.


Il progetto gestirà la logistica delle merci, organizzando lo spostamento delle merci tra gli aderenti alla rete, con un giro periodico e costante di spostamento merci tra i soci, in base alle richieste che gli perverranno, garantendo di rispettare le consegne, di ridurre i costi e disporre dei prodotti necessari all'integrazione della propria offerta nel proprio punto vendita, sul proprio territorio e verso i propri clienti.


Le consegne potranno comunque essere effettuate direttamente dai soci ai clienti o ad altri soci che la rete tempestivamente indicherà all'azienda produttrice.


Il progetto non prevede un magazzino centrale regionale, ma un magazzino virtuale, o meglio diffuso, composto dai prodotti che le aziende conferiscono. Fisicamente i prodotti restano nei magazzini delle aziende, negli spacci aziendali e nei negozi che aderiscono.
Si tratta di un magazzino condiviso e distribuito, cioè le aziende che entrano nel sistema offriranno i propri prodotti agli altri nodi del PIF e riceveranno da queste le offerte degli altri prodotti, condivideranno quindi una parte del proprio magazzino con le altre aziende per quei prodotti che l'azienda stessa sceglie come necessari per integrare la propria offerta.


Questi “nodi” della rete saranno il vero magazzino, sul quale organizzare la logistica, ottimizzando gli spostamenti e le spedizione: un magazzino distribuito sui diversi nodi della rete.


I prodotti che compongono il magazzino “distribuito” saranno utilizzati anche per organizzare un sistema di vendita online.
Un software verrà sviluppato per gestire l'efficienza di questo magazzino diffuso. Una serie di contratti studiati appositamente permetteranno di gestire la parte amministrativa.
Le aziende che hanno già o hanno in progetto di fare un magazzino o uno spaccio, possono quindi partecipare al PIF, sottoscrivendo un impegno a rispettare un determinato listino prezzi specifico per i soggetti aderenti al PIF e a tenere in conto vendita o ad acquistare (secondo la propria organizzazione) una determinata percentuale di prodotti (rispetto al totale del prodotto venduto presso il proprio spaccio) di prodotti tra quelli degli altri sottoscrittori del PIF.


Ci si pone i seguenti obiettivi in modo da raggiungere dei vantaggi, anche economici, per tutti:

•    mantenere un prezzo di vendita equo per il produttore.

•    ridurre i costi di vendita (trasporti, logistica etc..)

•    semplificare la fornitura
•    organizzare la gestione e la promozione delle vendite

•    permettendo all'azienda che entra nel sistema, diventando quindi gestore di un nodo del magazzino distribuito, di aumentare la circolazione dei prodotti in magazzino;

•    avvicinare il magazzino all'acquirente, riducendo drasticamente i trasporti.

•    integrare l'offerta dei singoli punti vendita al fine di coinvolgere nuovi clienti

•    inserendo le aziende in un sistema facilmente comunicabile e promuovibile, finanziato al
70% dalla misura 133 del PIF stesso.

•    Coordinare l'offerta di molti prodotti che possono essere avviati alla vendita online tutti insieme riducendo, anche in questo caso, le spedizioni.

Struttura della rete e del magazzino diffuso


Nella rete che abbiamo immaginato, ci sono molti nodi distribuiti sul territorio, che mettono in circolo i loro prodotti e condividono i propri magazzini. Ci possono essere nodi che vendono solo i loro prodotti, nodi che vendono anche quelli degli altri e nodi che decidono di far parte del magazzino diffuso. Distinguiamo quindi, in base a queste specificità, fra nodi di partenza, nodi di transizione e nodi periferici.


Non si prevede un ricarico sui prodotti in circolazione tra i nodi di transizione, tranne il minimo necessario (una percentuale da stabilire) per garantire il funzionamento della logistica di distribuzione, che di fatto non dovrebbe essere molto costosa.
Sarà sviluppato un supporto informatico per ottimizzare i percorsi, che servirà anche a dare visibilità ai punti vendita e a gestire i punti diffusi di deposito. In questo modo si darà vita a un magazzino diffuso che aiuterà a risolvere i problemi del settore in modo innovativo, superando il concetto delle piattaforme centralizzate. È in questi passaggi che avviene l’innovazione proposta per il superamento delle difficoltà inizialmente identificate nella filiera del biologico, senza ripercorrere la strada della piattaforma centralizzata.

 

Il Bando regionale offre l'opportunità per le aziende di partecipare, con adesione libera indirizzata al capofila, attraverso opportuni investimenti finanziabili e la sottoscrizione di specifici accordi di filiera come:
• Le misure del PSR di cui è prevista l’attivazione e a cui i partecipanti potranno aderire sono le seguenti:
•    La Misura 114    Utilizzo di servizi di consulenza
•    La Misura 121    Ammodernamento delle aziende agricole;
•    La Misura 123a    Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli;
Sono previsti finanziamenti in contributi in conto capitale, secondo le disposizioni previste dal suddetto bando regionale.